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In questa società in continua evoluzione, ci troviamo ogni
giorno a gestire problematiche nuove .La cronaca dei
telegiornali ci bombarda di notizie scioccanti che
riguardano episodi di violenza di ogni tipo, compiute da
ragazzi di piccola – media età. Il ruolo degli educatori , in
parte per questi motivi, è diventato ancora più difficile. Ci
troviamo in una società dove prevale sempre di più lo
scetticismo dei valori, c’è una “povertà” emotiva,
diminuzione della capacità di ascoltarsi e di sentire gli altri.
La socializzazione è una fase importante nella vita
dell’essere umano ma ognuno di noi la vive in maniera
diversa, perché dipende dal punto di vista emotivo e mentale
che ci ritroviamo. L’ educazione scolastica ,infatti, è un
passaggio fondamentale per la crescita dei giovani e per
questo che si è avvertita l’esigenza di affrontare il problema
della responsabilità degli insegnanti non solo come
educatori morali ma anche dal punto di vista dei controlli e
della vigilanza sugli alunni minori , che sono tenuti a
svolgere durante l’orario delle lezioni .Nell’esercizio della
loro professione gli insegnanti vengono considerati prima di
tutto dei pubblici dipendenti. Infatti la prima fondamentale
norma giuridica da cui deriva la responsabilità degli
insegnanti è l’art. 28Cost: “ I funzionari ed i dipendenti
dello Stato e degli Enti Pubblici sono direttamente
responsabili, secondo le leggi penali, civili, ed
amministrative degli atti compiuti in violazione dei diritti.
In tali casi la responsabilità si estende allo Stato ed agli altri
enti pubblici”. L’altra norma di carattere generale è l’art.
2043cc, che obbliga al risarcimento chiunque causi ad altro
un danno ingiusto. Due norme di legge che riguardano
direttamente i docenti sono, ancora, gli art. 2047 e 2048cc.
L’art. 2047cc. riguarda il danno cagionato da chi è
“incapace di intendere e di volere”, il risarcimento è
addossato a chi era tenuto alla sorveglianza, salvo che non
dimostri di non aver potuto impedire il fatto. Tale norma è
applicabile agli alunni delle Scuole d’infanzia e ai portatori
di handicap, perché il bambino incapace di intendere e
volere è esente da qualsiasi responsabilità. Invece l’art.
2048cc. parla di “precettori” per indicare la categoria degli
insegnanti ma la giurisprudenza ha esteso l’elencazione
delle persone responsabili di cui all’art. 2048cc a tutti coloro
che svolgono mansioni di istruttori, insegnanti e di
vigilanza dei minori ecc..… La responsabilità
dell’insegnante è presunta per cui chi è tenuto alla
sorveglianza di minori che per la loro immaturità possono
arrecare danni agli altri devono impedire tale eventualità.
In taluni casi invece vi può essere corresponsabilità tra
insegnanti e genitori con conseguente suddivisione
dell’obbligo di risarcimento dei danni. La legge , comunque
prevede la “non responsabilità” di chi provi di non aver
potuto impedire il fatto dannoso. Nel caso dei docenti non
vale il principio di linea generale che spetta al danneggiato
provare i danni, ma vige il principio della “presunzione di
colpa” essendo posto a carico dell’insegnante dimostrare il
contrario. La Sent. del 1.aprile 1980 n° 2119 ( Cass.
Civile- Sez. III) parla di Culpa in Educando e Culpa in
Vigilando: responsabilità dei genitori e responsabilità degli
insegnanti in caso di comportamento dannoso di un alunno.
La responsabilità dei genitori prevista dall’ art. 2048cc si
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fonda sulla presunzione di colpa in vigilando e in educando
e pertanto quando venga meno la prima, per l’affidamento
del minor e a persona idonea a provvedere alla sua direzione
e controllo rimane a loro carico l’onere di provare
l’insussistenza delle colpe in educando ben potendo farsi
risalire ad essa soltanto il comportamento dannoso del
minore. Quindi si può concludere nel ritenere che la
famiglia e la scuola camminano di pari passo e quando c’è
un problema l’uno si ripercuote nella sfera dell’altro. La
presenza e l’educazione dei genitori nei confronti dei loro
figli è fondamentale, ma occorrono anche insegnanti che
devono aprire al dialogo e al confronto sapendo educare i
ragazzi alla vita e non essere solo enciclopedie
nozionistiche.